
Sonico mondo, sonico incanto... Suoni dovunque vivi e distorti, suoni comunque docili e aperti...
Ricorda, tesoro,
la felicità non sa
cos'è l'eterno,
conosce solo
vaghi istanti
di presenza.
Ed io
ti guarderei per milioni di volte
senza mai
impararti a memoria.
E' accaduto *loading* volte
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"Avete visto quel film? E`un attimo. Gwyneth Paltrow perde la metropolitana e la sua vita si sdoppia, e`come se ci fossero due donne, due vite diverse. Come sarebbe potuta essere una? E l`altra? Due strade, due bivi. Scegliere. Prendere quella metropolitana, oppure perderla... E non c`e`niente di peggio che aver paura, non aprire quella porta, non essere cosi`curiosi da voler sapere comunque. E` come trovarsi seduti ad un tavolo da gioco, avere uno splendido punto in mano e non andare a veder quello del tuo avversario. Non scoprire le carte, non provare a gridare con forza, con rabbia, con voglia, con desiderio, con piacevole avidita`: "Piatto!" Si`. Cosi`, senza paura, con uno sguardo tranquillo, quasi gelido, con la voglia di divertirsi, perche`sta accadendo, perche`tutto sta passando, perche` questa e`la tua vita… E allora cosa di piu`bello che andare a vedere quel piatto, perdere anche tutto magari, ma non rimanere per sempre con quel dubbio... Cosa sarebbe stato. Preferisco avere rimorsi che rimpianti. Perche`non dimentichiamolo mai: "Questa è la mia vita, se ho bisogno te lo dico, sono io che guido, io che vado fuori strada, sempre io che pago non è mai successo che pagassero per me..." Ecco, non dimentichiamolo. Perche`magari ti hanno promesso tanto, sono stati gentili, hai visto sorrisi, promesse, perfino amore... Ma ti puo`capitare di rimanere deluso, di essere stato illuso, di impantanarti nel dolore... Allora devi scegliere..." Federico Moccia
Quante volte mi fermo nel dubbio se andare o fermarmi... Nei miei mille giri tra luoghi e persone, confronti e parole. Un "sì" potrebbe cambiare tutto, un "no" lasciarmi lì, pentita, a pensare a quello che sarebbe potuto essere. A dire la verità, amo quella che di solito si chiama "imprudenza". Che non vuol dire buttarsi a capofitto nel rischio puro e semplice, senza rispetto di noi stessi e di ciò che proviamo. Imprudenza è distruggere finalmente quei paletti che ci siamo imposti da soli, come schermi alla felicità. E' fare un respiro profondo e saltare. E' dire a qualcuno "Ti amo" oppure "No, non riesco più a stare con te", sapendo che questa frase potrebbe cambiare tutto. E' spedire quel sms che contiene la nostra verità oppure solo un tentativo, guardando la scritta "invio del messaggio in corso" sapendo che ormai non si può più fermare. Unica regola è seguire quello che già sappiamo (e bene) dentro di noi.
Stamani ero in bicicletta. Semaforo rosso. Aspettavo guardandomi in giro. Faceva freddo, il vento bucava le guance. Poi è scattato il verde e sono ripartita, una pedalata più forte per darmi la spinta e via. Dall'altro lato, un'auto aveva il rosso. Se fossimo stati in un campo di calcio, sarebbe stato un calciatore che non rispetta il cartellino dell'espulsione e resta in gioco. L'auto è partita lo stesso. E ci siamo ritrovate entrambe lì, nel mezzo dell'incrocio. Sliding Doors. Un attimo dopo e sarebbe andata molto diversamente e forse oggi pomeriggio avrei avuto più difficoltà a scrivere questo post.
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Dèlf in her tre metri sopra il cielo mood
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